Giornata Internazionale della prematurità.

Il 17 Novembre è la giornata dedicata a quei bambini che decidono di nascere prima del previsto.

Secondo gli standard internazionali, la definizione di neonato prematuro viene data a chi nasce prima della trentasettesima settimana di gestazione.

Un bambino su dieci, nel mondo, nasce pretermine.

In Italia, ogni anno, sono circa 35.000 i neonati prematuri.

Ci sono diversi gradi di prematurità che possono incidere in modo diverso nella salute del bambino; grazie al miglioramento dell’assistenza neonatale e alle diverse TIN (terapia intensiva neonatale) aperte all’interno degli ospedali, si stima che il 98,2% dei bambini non hanno né problemi né complicazioni.

Le cause di un parto prematuro possono essere diverse :

ipertensione, infezioni, patologie alimentari, gravidanze medicalmente assistite e l’età delle gestanti.

… Oppure la rottura del sacco, come a me!

La data presunta del parto era il 14 Aprile 2014 ma sapevo per certo che non ci saremmo arrivate.

E’ stata una gravidanza difficile.

Le nausee non mi hanno dato tregua fino al quarto mese. Ho avuto un distacco della placenta che ha faticato a riassorbirsi e coliche renali (mai avute prima in vita mia!) accompagnate da dolorosissime contrazioni.

Nonostante io mi fossi trasformata in un dirigibile e patissi le pene dell’inferno, tu stavi bene; le contrazioni non avevano creato dilatazione ma tu ti eri incanalata comunque; l’ultima volta che vidi il tuo faccino fu alla morfologica, ovvero a venti settimane.

Ogni volta che facevo shopping guardavo le tutine per i prematuri e quelle della taglia 0-1 e tutti mi dicevano: “non comprarle!! Quelle le devi usare solo se nasce prematura!”.

Me la sarò tirata da sola o semplicemente ho seguito l’istinto, ma tre pezzi 0-1 li avevo comprati, fortunatamente!

Correvo in ospedale spesso. Stavo male ed avevo sempre paura tu potessi soffrire ma sono sempre stati falsi allarmi, fino alla mattina del 12 Marzo.

La notte non avevo dormito e verso le 5.00 provai una sensazione strana: sentii come se una bolla fosse esplosa dentro me: avevi rotto il sacco!

Chiamai la ginecologia spiegando tutto e alle 6.00 eravamo in ospedale.

Eri già birbante: ti eri posizionata sopra la rottura del sacco e, per trovarla, la dottoressa ci aveva impiegato un bel pò.

Alle 9.00 mi fecero la prima induzione e, convinti del fatto che tu saresti nata nel tardo pomeriggio/sera, mandarono a casa il tuo papà.

Io gironzolavo per il corridoio dell’ospedale nonostante le contrazioni e le coliche che non volevano smettere di dare fastidio.

Alle 11.00 mi obbligarono a stare a letto collegata alla macchina dei tracciati, una vera  propria tortura.

Verso le 12.30 iniziai a sentire qualche dolore più strano del solito ma non ci feci molto caso; alle 12.50 l’ostetrica mi comunicò che avevo raggiunto i 4 cm di dilatazione e che prima delle 14.00 mi avrebbe portata in sala travaglio.

“Ottimo!” penso io e nel frattempo chiamo il tuo papà che era già arrivato in ospedale,  chiedendogli di comprarmi un’ aranciata.

Alle 13.30 entrarono in camera l’ostetrica e il tuo papà e mi trovarono a quattro zampe sul letto… sentivo di dover spingere ma era successo tutto così velocemente che non mi ero nemmeno resa conto.

Giulia, la nostra mitica ostetrica, mi portò rapidamente in sala parto e alle 13.43 del 12 marzo a 35 settimane + 2 giorni, con 2430 kg e 47 cm arrivò Matilde.thumbnail_img_20160921_115845

Ero spaventata perché eri nata 33 giorni prima.

Ti portarono subito a fare dei controlli e fra le mie braccia ci rimanesti pochissimo; spedii Andrea alle sue calcagna e, una volta tornata in camera venne ad aggiornarmi.

Stavi bene ed eri pronta a nascere. Dovevi rimanere in incubatrice come da iter, ma alle 16.30 eri già in camera con me.

La bambina più meravigliosa che io avessi mai visto era accanto a me.

Dopo cinque giorni ci mandarono a casa .

Non è stato tutto rose e fiori: c’è stato un calo fisiologico di quasi 15 giorni, non riuscivi ad attaccarti al seno e dovevo tirarmi il latte e dartelo col biberon; per mangiare 20 ml stavi quasi un ora.

Andavamo in pediatria quasi ogni giorno per fare tutti i controlli e, finalmente, verso il 26 marzo, iniziasti a a prendere peso e ad attaccarti solo al seno; per me fu come vincere un olimpiade.

I controlli proseguirono fino al tuo primo mese di vita, ma tutt’ora ne stiamo facendo per vista e udito, in quanto nei prematuri possono insorgere problemi fino al settimo anno di vita.

Ci hai fatto preoccupare tanto ma, come ci hanno sempre detto tutti i medici: I PREMATURI HANNO UNA MARCIA IN PIU’ e, avendo vissuto questa esperienza posso dire che è una frase verissima.

Astrid C.

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