A mio papà

Manca una settimana alla festa del papà e come ogni anno la malinconia e un pochino di tristezza mi prendono.

Quando persi mio papà avevo 6 anni, appena iniziata la scuola elementare. Era settembre e quel giorno rimarrà per sempre impressa nella mia memoria.

Mi ricordo il mio smarrimento, in quanto non riuscivo a capire la gravità di quello che fosse successo, ma soprattutto ricordo il dolore di tutti.

Quante volte mi sono immaginata come sarebbe stato il nostro rapporto, come sarebbe stato litigare con te, come sarebbe stato averti accanto quando mi facevo male, quando un compagno mi faceva un dispetto, come sarebbe stato ballare con te, come sarebbe stato confrontarmi con te.

Mi sono immaginata Te che diventavi nonno e chissà che nonno saresti stato, come sarebbe stato averti accanto il giorno che è nata Giada e poi Gaia, come sarebbe stato vederti giocare con loro.

Mi sono immaginata te il giorno del mio matrimonio, chissà se ti sarebbero scese le lacrime mentre mi accompagnavi, come sarebbe stato il tuo rapporto con Luca.

Tante volte mi chiedo se sei orgoglioso di me, se ciò che sono diventata ti faccia stare bene.

Tante volte la tua mancanza mi fa mancare il fiato, mi manca non averti accanto, non poterti abbracciare, non poterti baciare, non poterti fare gli auguri di compleanno o per la festa del papà o per il vostro anniversario di matrimonio.

Ho cercato nel corso degli anni a dirmi che in fin dei conti noi ci siamo vissuti per poco, ma lo so che non è così.

Cerco di essere forte, ma ogni 10 settembre sono triste perché in quel giorno tu te ne sei andato e da quel giorno la nostra vita è cambiata.

Ma sai papà, nonostante tutto e nonostante il tempo che è passato e passerà tu vivi con me e in me ogni giorno, mi aggrappo a quei ricordi che ho e tante volte ho paura che possano sbiadire, ma sono lì nascosti in me.

Mi manchi papà!

 

ILDA M.

 

 

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