Un papà zombie

Sono uno dei tanti papà-zombie che
si aggirano, senza la minima idea di
quel che fanno, per le case dei vostri
figli..

CHE POI ALLA FINE MI LAMENTO.. MA SONO UN BABBO FORTUNATO
Dunque, cominciamo così:
mi sento un papà parecchio fortunato.. rettifico, un “babbo” molto fortunato.
“Babbo” perché la mia compagna l’è fiorentina, e lì si usa dire così – mica come da me, a
Milàn, che c’è “Il Papi” – e quando il nostro primo bimbo è nato, e c’è stato il match tra i due
appellativi.. ha vinto lei (e quando mai! ndr).
Che poi non è andata proprio così, a dire il vero a me non ne piaceva nessuno dei due e, da
fan della lingua inglese, avevo spinto per “Daddy”; peccato che Nicky lo snobbasse in
maniera piuttosto decisa e, quando tipo a un anno e mezzo ancora non mi chiamava
neanche di striscio, Yle (la mia compagna ndr) ha deciso che il tempo di “daddy” era finito,
ed era ora di portare sul trono “Babbo”.
Neanche a farlo apposta, tempo 2 giorni, venivo chiamato babbo da quel Giuda di mio figlio..
– e con scioltezza, pure!
1-0 per Mamma!

Tanto scommetto che mi chiamerà “quel rompicoglioni” ben più presto di quel che mi
piacerebbe credere. eh vabbè, è la legge della natura, inutile opporsi.

Comunque..
dicevo, mi sento un babbo parecchio fortunato, si. Per tanti, tantissimi motivi, a partire dai
miei due bimbi ovviamente – Nicholas (2.5yo) e sua sorellina Janis, nata lo scorso Luglio.
Lungi da me poi tralasciare la donna che li ha messi al mondo ovviamente, che candiderei ai
Best Mom Awards anno dopo anno, soprattutto visto che – day by day – con tanta pazienza,
mi aiuta a rimanere sul giusto percorso, o a tornarci in caso mi stia allontanando troppo,
per quel che riguarda la gestione e l’educazione delle due palle al piede … inutile che fate
quella faccia, lo sapete benissimo che sono palle al piede. sono palle al piede carine,
tenerine, coccoline.. ma “once a palla al piede, always a palla al piede”. questione chiusa.
proseguiamo.

Devo dire che una delle più grandi fortune è davvero avere Yle accanto. È proprio brava, sa
tante cose, un po’ grazie agli studi nel campo dell’infanzia, un po’ grazie al lavoro che
faceva, un po’ grazie al fatto che si aggiorna continuamente su forum, blog, pagine
specializzate ecc ecc.. e un po’ grazie al fatto che – quelle poche cose che non sa – le becca
solitamente per intuizione: Mom’s 6th Sense, B***h!
..oltre a questo, last but not the least, ho la fortuna di avere un’attività lavorativa che mi ha
finora permesso di passare con tutti loro più tempo di quello che un papà normalmente è in
grado di fare.

Quest’ultima cosa, devo dire, è sicuramente la meno scontata delle tre.
che i bimbi siano la cosa più bella per un genitore, è cosa più che nota;
che le mamme siano un faro nella tempesta per noi papà, pure!
nonostante ci tenga a ribadire che il mio non è solo un faro, è anche satellite, radar militare,
.. insomma, ci siam capiti.

Ma il fatto che io svolga gran parte del mio lavoro diurno da casa ed il secondo, notturno,
bè.. di notte, quando i bambini sono spenti, mi garantisce una presenza ed un
coinvolgimento genitoriale raro per un papà.
Ammetto che non so se questo sia pur bene o meno per i miei figli, visto che negli ultimi due
anni e mezzo, apparentemente (ovvero stando ai resoconti del faro-satellite-radarmilitare),
ne ho sbagliate parecchie.. una dietro l’altra in certi periodi. una peggio dell’altra in altri.
Fortuna che c’è la mamma!
Fortuna che la mia fiducia, ed il mio rispetto per lei, mi spingono – anche quelle volte in cui
magari respingo sul momento le critiche, o accolgo alcuni appunti con un po’ di intolleranza
– a darle retta, a riflettere molto bene su quel che mi dice e che, finora, si è sempre (o quasi)
comunque rivelato più che logico e fondato. “Trust your ladies, boys!”.
Diciamo che mi auguro che, tra errori e scivoloni, stia dando in maggior percentuale del
buono ai due disperati che si ritrovano questo pigro trentenne, che ancora sogna ad occhi
aperti, come BABBO.

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