Mamma…Perché?

Inizia ad un certo punto un periodo bellissimo. Un’età fatta di scoperte e di domande. Di perché.

In cui i nostri figli ci chiedono ragioni che spesso non sappiamo spiegare neanche a noi stessi. È un’età che abbiamo vissuto anche noi. Che vivono tutti. Ma diventando “grandi” forse commettiamo l’errore di pensare che quelle domande che facevamo erano sciocche. E ce ne dimentichiamo, presi dal nostro essere adulti e doverlo dimostrare. E invece sono tutti quei perché che ci hanno consentito di diventare adulti. Di strutturare una nostra personalità. Di ragionare, in una parola.

Le scoperte dei bambini a quell’età sono fondamentali.

E siamo proprio noi, oltre a tutto il mondo che li circonda, a stimolare i nostri figli affinché ci facciano tante domande. Quindi cari genitori non dimentichiamo mai che per quanto possiamo essere stanchi dobbiamo riuscire a trovare del tempo per rispondere e comunicare. Per parlare con i nostri bimbi. Come ho già detto più volte, è consigliabile iniziare a parlare con loro anche quando sono molto piccoli e pensiamo che non ci capiscano. Non è così e ci sono studi e ricerche che lo dimostrano! Ma dopo i 2 anni diventa ancora più importante.

Tutto ciò che facciamo, diciamo, sperimentiamo, insegniamo, mostriamo ai nostri figli sarà nel loro bagaglio di esperienze di apprendimento.

E più il nostro modo di comunicare sarà efficace più i bambini svilupperanno un loro codice man mano più complicato, che gli consentirà di parlare e di ragionare. Avvicinandoci ai tre anni per noi è iniziata (oltre ad essere nel pieno della famigerata fase dei terrible two, of course) anche l’età dei perché. Ogni occasione è buona per chiederci il senso e il significato di un avvenimento, di un oggetto, di un cambiamento, di uno stato d’animo. Alcune domande sono più “semplici” da spiegare. Mamma, perché il bimbo piange? Perché devo mangiare? Perché devo fare la nanna? Siamo più preparati per rispondere a questa tipologia di domande strutturate, che prevedono una risposta per noi sensata e coerente, in una parola logica.

ma anche La fantasia va esercitata e i bambini lo fanno benissimo! Siamo noi poi a dimenticarci come si fa!

Alcune domande infatti ci fanno sorridere. Dimentichiamo che forse le abbiamo fatte anche noi. Sono quelle fatte per scoprire realmente come va il mondo, semplificando. Perché il mare è azzurro? Mamma perché la zebra ha le strisce? Papà perché non possiamo volare? Cerchiamo di prendere queste domande come occasioni per parlare e per riflettere insieme. E soprattutto non prediamo in giro, neanche bonariamente, il bambino che ci chiede un perché, per quanto possa sembrare assurdo.

I bambini sono esseri super sensibili e captano tutto.

Anche se non sanno cosa siano l’ironia e il sarcasmo riescono a comprendere reazioni positive e negative, stati d’animo e predisposizioni. Perciò non diciamo loro bugie, non facciamo promesse che non possiamo mantenere. E soprattutto come ho detto non sminuiamo ciò che dicono. Si sentiranno importanti se noi daremo loro importanza. Sicuri se daremo loro sicurezza.

È difficilissimo essere genitori e ancora di più essere dei modelli per loro.

Non siamo perfetti, nessuno lo è e nessuno pretende di dare lezioni. Anche quelli che ci sembrano genitori che riescono a star dietro a tutto e si occupano meravigliosamente dell’educazione dei propri figli, sicuramente hanno dubbi. Tutti dobbiamo averne! Se non ci interroghiamo costantemente sul nostro modo di essere genitori, sul carattere dei nostri figli, su ciò a cui teniamo di più…forse è lì che c’è qualche problema…

Perciò rispondiamo serenamente a tutti i loro perché, anche quelli più strampalati.

Impareremo qualcosa dai nostri bimbi e sarà un’occasione per esercitare anche la nostra di fantasia! Si sa, come diceva il Piccolo Principe, che gli adulti a volte diventano dei gran noiosi e non sanno distinguere un cappello da un boa che digerisce un elefante.

È proprio vero, “bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi”!

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